Presentata al Teatro al Castello l’installazione realizzata da Massimo Sirelli per il 40° Roccella Jazz Festival

Non solo concerti live, produzioni inedite e progetti speciali per celebrare le 4 decadi di attività del Festival Internazionale del Jazz “Rumori Mediterranei”, ma anche un’originale creazione d’arte moderna.

 

La rassegna jazzistica, organizzata  dal Comune di Roccella Jonica con la direzione artistica di Vincenzo Staiano,  è stata,  infatti, arricchita quest’anno da un’installazione permanente  realizzata dal creativo e poliedrico artista catanzarese Massimo Sirelli.

 

L’opera, il cui bozzetto è stato scelto come logo della edizione speciale 2020 “XL – Extralarge”,  è stata presentata al pubblico  sul palco del Teatro al Castello dal sindaco Vittorio Zito e dallo stesso artista durante la serata conclusiva della kermesse.

 

Abbiamo pensato  di affiancare alla manifestazione, a partire da quest’anno, anche la commissione ad artisti calabresi affermati  a livello internazionale come Massimo Sirelli di un’installazione che riprende il tema del festival e che successivamente sarà posizionata sul lungomare, dando il via ad una sorta di museo all’aperto dedicato a Roccella Jazz”, ha spiegato  Vittorio Zito,  dedicando poi un commosso pensiero a Nik Spatari, grande artista mammolese scomparso nei giorni scorsi.

 

A sua volta, Massimo Sirelli, dopo aver ringraziato il Comune per la fiducia accordatagli, ha dichiarato: “Per me è emozione pura legare il mio nome a quello della vostra città e firmare un compleanno speciale di Roccella Jazz come quello dei 40 anni, che segna la maturità".

“Solitamente quando produco le mie opere ascolto sempre musica jazz, chi  mi conosce e frequenta i miei spazi lo sa. E’ una musica che mi regala tranquillità e tensione alla stessa maniera e concilia così il gesto creativo”, ha confessato l’artista prima di svelare l’opera, accolta con calorosi applausi dal pubblico.

 

Stefania Parrone   - News sito istituzionale  del Comune di Roccella Jonica

  

Photo Credit: Rafael Penaloza

 

 

Photo Credit: Pino Curtale Fotografia